Trattamenti Laser Cataratta secondaria/Retina/Glaucoma

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    Trattamenti Laser Cataratta secondaria/Retina/Glaucoma

    Yag Laser

    cataratta secondariaChe cos’è la cataratta secondaria? Quali disturbi può causare?

    In alcuni casi, dopo l’intervento chirurgico per l’asportazione della cataratta, si può verificare un annebbiamento della vista che viene definito cataratta secondaria. Si tratta di una condizione che può insorgere in seguito alla rimozione del cristallino ed è legata a diversi fattori.

    Si verifica cataratta secondaria quando vie è l’ispessimento e l’opacizzazione della capsula del cristallino

    Per ovviare a questo problema la chirurgia oculistica ha messo ha punto una tecnica chirurgica semplice, veloce ed assolutamente indolore effettuata con lo YAG – laser che viene anche definita capsulotomia. L’intervento dura circa un minuto e viene eseguito dopo aver anestetizzato l’occhio con un collirio. Lo YAG – laser non fa altro che praticare un piccolo foro al centro della capsula posteriore. In questo modo la visione ritorna nitida. Per correggere la cataratta secondaria non vi è dunque necessità di riaprire l’occhio.

    L’argon laser viene utilizzato per trattare:

    1. Retinopatia diabetica (forme ischemiche). In caso di ridotto apporto sanguigno e, quindi d’ossigeno, a certe zone della retina; per compensare questa mancanza si sviluppano nuovi vasi che possono provocare gravi danni (retinopatia diabetica proliferante). In questo caso si ricorre al laser per “bruciare” le aree di tessuto malato.
    2. Èdemi maculari (raccolta di liquido sotto il centro della retina): sono l’esito di un processo infiammatorio e/o di alterazioni dei vasi. Anche in questo caso il laser funziona distruggendo le zone che creano nuovi vasi.
    3. Rotture e le degenerazioni periferiche della retina. In questi casi c’è un elevato rischio che avvenga un distacco di retina. Quindi attraverso l’azione del laser si brucia le retina in prossimità delle rotture o delle degenerazioni potenzialmente dannose. La cicatrice che si viene a creare dopo il trattamento laser agisce come una saldatura, rinforzando la retina.
    4. Occlusioni venose dei vasi retinici. In questo caso si possono si possono sviluppare nuovi vasi, che hanno la tendenza ad invadere altre zone.

    Laser SLT

    Il Glaucoma si instaura, nella maggior parte dei pazienti, per un aumento della pressione dell’occhio, dove viene prodotto un liquido, l’umore acqueo, che dopo aver nutrito le parti trasparenti dell’occhio, la Cornea e il Cristallino, fuoriesce attraverso una struttura chiamata trabecolato.

    Immaginiamo questa struttura come una rete tra le cui maglie, nel tempo, si depositano dei detriti così che il liquido che l’attraversa defluisce sempre più lentamente. Essendo l’occhio un organo chiuso, se vi si immette sempre la stessa quantità di liquido, ma ne esce meno, la pressione al suo interno aumenta e comprime i piccoli vasi sanguigni che irrorano il nervo ottico; questo, ricevendo meno sangue, si atrofizza e non porta più i segnali visivi al nostro cervello.

    La terapia utilizzata fino a ora è instillare uno o più colliri che riducono la pressione oculare, ma  se poi, nel tempo, perdono efficacia bisogna affrontare un intervento chirurgico, con laser.

    Questo laser si  chiama SLT (Trabeculoplastica Laser Selettiva) e agisce stimolando determinate cellule , i Macrofagi, che puliscono il trabecolato, ripristinando così il corretto deflusso dell’umore acqueo e riducendo la pressione intraoculare.

    Il trattamento è indolore e viene eseguito sotto anestesia locale.